La
pioppicoltura è da considerarsi una coltura agraria di tipo intensivo
e conseguentemente con un impatto ambientale non trascurabile.
Nell’ambito della provincia di Lodi, la coltivazione dei pioppeti si
concentra principalmente nell’area golenale del Po.
Circa la modalità di gestione dei pioppi, l’adozione dell’inerbimento
e dello sfalcio in alternativa alle lavorazioni del terreno (a partire
dal 4° o 5° anno) garantiscono una migliore protezione del suolo
dall’erosione in caso di esondazione. Durante i primi anni, in assenza
di operazioni di sarchiatura e sfalcio, si sviluppa nei pioppeti una
rigogliosa vegetazione spontanea che rappresenta una valida risorsa
trofica e di rifugio per gli animali selvatici.
Purtroppo, la consuetudine degli agricoltori di mantenere
costantemente sarchiato il terreno del pioppeto e l’apparato radicale
dei pioppi molto superficiale, possono causare gravi problemi di
erosione del terreno stesso con abbattimento e trascinamento di piante
ad alto fusto da parte dell’onda di piena. Pioppi che spesso si
mettono di traverso tra le pile dei ponti ostacolando il deflusso
della piena stessa con i danni che ognuno può immaginare.
In questi ultimi anni, in alternativa al pioppeto tradizionale, si è
sviluppata la coltivazione di piante per la produzione di biomassa per
ottenere energia. Questi tipi di impianto hanno un forte impatto sulle
piene e ne possono ridurre la violenza distruttiva se opportunamente
dislocati nelle aree a rischio di erosione più elevato. |

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