|
3. ACQUA POTABILE |
|
|
|
L'acqua è indispensabile alla vita, ma può essere anche causa di numerose malattie. Il suo apporto controllato deve essere una priorità immediata, nel momento in cui si prendono in carico dei rifugiati. I fabbisogni idrici tendono ad aumentare rapidamente e richiedono la creazione di una infrastruttura indipendente. I fabbisogni ottimali sono dell'ordine di 100 litri di acqua al giorno per persona (ambiente urbano di un paese industrializzato): acqua da bere, per cucinare e per lavare ortaggi e verdure, per la preparazione di latte per bambini, per lavare stoviglie, per l'igiene individuale e collettiva. La carenza idrica si considera grave, quando non si disponga di
almeno 15 litri di acqua al giorno, per persona. Va sottolineato che in condizioni climatiche estreme, ad esempio con temperatura molto elevata, il fabbisogno di acqua da bere pro capite (per individuo) passa da 2 a 10 litri al giorno e che inoltre almeno altri 10 litri sono necessari per l'igiene. I criteri di definizione della potabilità dell'acqua sono molto diversi a seconda dei paesi. In Europa esiste una regolamentazione rigida, che prevede, tra gli altri parametri di qualità, anche: assenza di organismi patogeni, assenza di Escherichia Coli, o di Streptococchi fecali, mineralizzazione totale inferiore a 1,5 g/l, assenza di corpi radioattivi. Questo argomento è stato trattato in una sezione propria nel sito. Dalla stessa sezione è possibile scaricare i relativi files. |
|
. |
|
per maggiori informazioni: pcivile@pca.it |