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Che
cos'e` la TULAREMIA |
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L'agente che causa la Tularemia è il batterio Francisella Tularensis, che può infettare sia l'uomo sia gli animali. Nella maggior parte dei casi l'infezione si verifica durante i mesi estivi quando le zecche sono abbondanti e all'inizio dei mesi invernali durante la stagione della caccia. In quest'ultimo caso, la malattia si può contrarre macellando conigli selvatici infetti (da qui il nome di "febbre dei conigli"). L'acqua contaminata o l'aria con polveri infette in sospensione possono diventare causa di infezione. Molto raramente, casi di infezione umana possono essere associati anche al contatto con gatti che hanno denti e/o unghie contaminate, o con cani portatori di zecche. I gatti diventano portatori di infezioni mangiando prede infette, o quando sono vettori di artropodi. E' da segnalare che gli animali domestici possono diventare portatori della malattia solo se vivono in spazi aperti quali prati e boschi. La malattia è più comunemente diagnosticata in animali selvatici. Nell'uomo la malattia si manifesta a seconda del punto di ingresso nel corpo. La forma oculoghiandolare si contrae per inoculazione nelle congiuntive dell'occhio; la forma ulceroghiandolare si contrae attraverso ulcerazioni della pelle degli arti; le forme orofaringeale e tifoide si contraggono con l'ingestione di acqua o cibo contaminati; la forma pneumonica si contrae a seguito dell'inalazione del microrganismo. Una forma aggiuntiva, la ghiandolare, ha origine sconosciuta. Le forme pneumonica e tifoide di questa malattia sono più comunemente diagnosticate tra i tecnici di laboratorio, e sono portatrici del più alto tasso di mortalità. La streptomicina è il medicinale per elezione per il trattamento della tularemia. Infezioni meno aggressive, quali quelle dovute a morsicature o ad unghiate di gatti agli arti che non richiedono ospedalizzazione, possono rispondere al trattamento orale con tetracicline. Chiunque può infettarsi se passa del tempo all'aperto in zone dove sono presenti animali infetti e zecche. Cacciatori di lepri e di conigli selvatici, tecnici di laboratori veterinari esposti al batterio sono persone ad alto rischio di infezione. Perché avvenga la trasmissione di una sufficiente quantità di batteri in grado di causare l'infezione, è necessario che la zecca rimanga ancorata alla pelle e succhi sangue per almeno 24 ore. Per questo motivo, un accurato controllo del proprio corpo dopo aver frequentato zone a rischio, riduce notevolmente la probabilità di infezione da parte del batterio che causa la malattia di Lyme. |
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per maggiori informazioni: pcivile@pca.it |
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