CALCIO PALLAVOLO PALLACANESTRO PING-PONG


via C.Battisti, 4 - Casalpusterlengo (LO)

Casalpusterlengo, 4 settembre 2000

La comunità ....................  sportiva

Nel costituire una società sportiva o meglio una poli società è facile orientarsi subito verso l'obiettivo di realizzare i migliori risultati nelle competizioni , con una preoccupazione solamente agonistica.

Per giungere a questo, però, occorre selezionare i giocatori e quindi inevitabilmente emarginare i meno capaci.

Nell'attuale società dei consumi lo sport è finalizzato allo spettacolo e al profitto  (esibirsi per guadagnare ), il che uccide nei giovani la gioia e il gusto dello sport distensivo.

I giovani che chiedono di entrare a far parte di un gruppo sportivo non ricercano solo il gioco o il divertimento ma desiderano l'amicizia dei coetanei, sentono il bisogno di essere partecipi in attività extra-familiari e parte attiva nelle imprese sportive.

Per non disattendere a tutto questo, la nostra società sportiva deve dunque lasciare libera espressione ai suoi atleti, anzi deve educarli a valori umani e, nel nostro caso, anche a valori cristiani: per questo il gruppo sportivo deve diventare strumento della Pastorale, in quanto essa è attività e impegno a crescere nei valori della fede.

La nostra società sportiva decide di essere società organizzata per privilegiare la creazione del giovane maturo piuttosto che del giovane campione, tutto questo senza relegare l'attività sportiva all'ultimo posto.

Occorre cercare quell'equilibrio che permetta al ragazzo, attraverso lo sport inteso come gioco atletico, di maturare convinzioni e valori che lo aiutino ad essere protagonista anche in altri campi (lavoro, scuola, ecc).

Quindi stare dalla parte dell'uomo (valore antropologico) comporta evidentemente di stare anche dalla parte dei poveri . Ma fare la scelta dei poveri dice qualcosa di ancor più decisivo, se vogliamo coraggioso ed impegnativo .

Scegliere i poveri vuole dire scegliere i "più" e contemporaneamente i "meno". I "più" perché i "poveri" sono la stragrande maggioranza, i "meno" perché sono quelli che danno minor lustro e minori soddisfazioni.

Chi sono i poveri dello sport ?

Sono in anzitutto quelli che lo sport non lo fanno perché non hanno i mezzi, perché sono insufficienti le strutture e perché nessuno li cerca, perché non si ha interesse a farli entrare nel recinto dello sport. Sono poveri anche quelli  che nel recinto già vi sono ma che sono messi da parte, o sul piano tecnico perché non hanno doti speciali per far vincere la squadra, o sul piano personale perché non si riconosce loro alcun diritto di parola e di partecipazione.

Allora fare la scelta dei poveri insieme a quella dell'uomo vuole dire entrare nel vivo dei meccanismi che regolano il modo di organizzare lo sport per cambiarli  per rovesciarli se occorre. Tutto questo non deve essere preso come una posizione utopistica o velleitaria da parte della società sportiva ma è un prendere coscienza del lavoro che vi è da fare in un ambito nuovo, e pieno di valori e di entusiasmi.

I meccanismi dell'organizzazione sportiva sono criteri che presiedono alla promozione iniziale della pratica sportiva, a partire da quell'azione che viene identificata con il termine di "reclutamento", cioè scelta dei partecipanti, metodi della conduzione tecnica , scelta dei modelli tecnici e dei modi per trasmetterli e farli assimilare ; scegliere i criteri che regolano le espressioni agonistiche la preparazione alle gare o delle gare, il modo di gestirle, sono i sistemi organizzativi in base ai quali si scelgono le formule dell'attività e si caratterizza la scelta di fondo dell'uomo.

Certo non è sempre facile né semplice fare le scelte giuste.

Non è facile scegliere di lavorare con cinquanta ragazzi a livello tecnico agonistico mediocre, anziché con dieci che danno affidamento di  risultati sicuri; non è semplice adattare una conduzione tecnica semplificata che non lascia indietro nessuno, rischiando di sacrificare o anche perdere le possibilità di quelli più dotati.

Non è facile su un altro piano, rinunciare a campionati piramidali per moltiplicare tornei a minor livello tecnico e impegno agonistico, ma accessibile ad un maggiore numero di squadre praticanti, come non è semplice programmare stimolare e sostenere con adeguato impegno formule e manifestazioni sportive a carattere veramente ricreativo, che non godono di considerazioni del mondo sportivo e non procurano applausi .

Eppure è qui, crediamo, che si gioca il nostro essere di Polisportiva che vive all'interno di una Parrocchia e di ispirazione cristiana:

nella capacità di vivere a contatto con quelli a cui gli altri non pensano o rifiutano;
nella volontà effettiva e nello sforzo sincero di fare spazio alle categorie più emarginate, siano essi ragazzi, adolescenti giovani degli ambienti sociali più difficili perché trascurati; gli handicappati che la società sembra condannare senza appello;
le donne che giustamente diffidano e si trovano a disagio in un sistema sportivo pensato solo per gli uomini;
gli adulti e gli anziani che incapaci di procacciare risultati agonistici sono messi da parte dallo sport ufficiale ed hanno di fronte soltanto iniziative speculative per giunta alienanti e mistificatorie (ingannevoli). 

Su questo terreno le possibilità sono enormi ed estremamente concrete. Non è questione né di teoria né di scelte utopistiche .

E' un terreno alla portata di tutti, su cui dobbiamo veramente misurare la nostra volontà d'ispirarci al messaggio evangelico.

Certo non illudiamoci che attraverso lo sport possiamo risolvere tutti i problemi sociali, ma se le società sportive in primo luogo, aiutate dagli enti sportivi di ispirazione cristiana  in secondo luogo, organizzano lo sport collocandolo nell'ambito socio culturale (come viene espressamente detto nella "Gaudium et Spes" dai nostri vescovi) possiamo essere certi di innescare un processo di innovazione, di attivare dinamismi i cui effetti possano andare al di la di quanto possiamo pensare. 

Il Presidente della Polisportiva Juventina
Emilio FRINI

L'Assistente
don Luca CAMPIA

juventina@pca.it

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